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Lasegretariaperfetta 
[Cave Felis!] In questa casa anche il gatto è nervoso... [Leggere attentamente le avvertenze e le modalità d'uso]
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*****



*****




"E' una delle grandi difficoltà della vita indovinare ciò che una donna vuole"
(Italo Svevo)

*****



"Perdona i tuoi nemici ma non dimenticare mai i loro nomi..."
(John Fitzgerald Kennedy)

Da quando ho letto questa frase 15 anni fa su una smemoranda non l'ho più dimenticata... ed è diventata uno dei miei "famosi" motti...

*****



"L'essenziale è invisibile agli occhi"
(Antoine de Saint-Exupery)

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"Amare non significa guardarsi l'uno con l'altra, ma guardare ambedue, insieme, nella stessa direzione"
(Antoine de Saint-Exupery)

*****

"Forse non siamo capaci di amare
proprio perchè desideriamo essere amati,
vogliamo qualcosa dall'altro invece di avvicinarci a lui senza pretese e volere solo la sua semplice presenza"
(Milan Kundera)



*****
"Chi se fa l'affari sua campa cent'anni!"
Da ricordare bene, se necessario scriverlo da qualche parte... Quindi ecco qua... Un altro dei miei "famosi" motti...



*****


"Est-ce ma faute si je trouve partout de bornes? [...]
Je cherche un bien inconnu dont l'instinct me poursuit"
(Michel de Montaigne)

*****


Ciò che penso del genere umano potrebbe essere così riassunto:



"Quando Dio ha fatto l'uomo e la donna non li ha brevettati. Così da allora qualsiasi imbecille può fare altrettanto."
(George Bernard Shaw)

"Soltanto l'inutilità del primo diluvio trattiene Dio dal mandarne un secondo."
(Nicolas de Chamfort)

"Non bisogna giudicare Dio da questo mondo, perchè è soltanto uno schizzo che gli è riuscito male."
(Vincent Van Gogh)

"
Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana, ma riguardo l'universo ho ancora dei dubbi."
(Albert Einstein)



*****



Chi semina raccoglie,
ma chi raccoglie si china...
... e a quel punto è un attimo...

*****

La tool è tratta da un disegno di Tadahiro Uesugi.
Altre tool interessanti le trovate qui: vale la pena fargli una visita!



*****



*****

DISCLAIMER
Il presente sito non costituisce testata giornalistica, non ha, comunque, carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilità dei materiali. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001. L'Autore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. I commenti anonimi e/o offensivi saranno cancellati. Alcune foto presenti su questo blog sono state reperite in internet: chi ritenesse danneggiati i suoi diritti d'autore può contattarmi per chiederne la rimozione.

 


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Dovevo fare la shampista
1visite.

25 giugno 2008

Devo rifornirmi di un buon antimuffa

 

Ieri mattina mi chiama il mio capo.
“Senta, mi dovrebbe cambiare l’albergo che mi ha prenotato per stasera, vorrei andare in quello con il bagno turco, non mi ricordo come si chiama, veda lei. Me lo prenoti. E prima di disdire l’altro si accerti che non ci sia da pagare una penale altrimenti nulla! E nel frattempo mi passi Tizio e subito dopo Caio e mi ricordi che la prossima settimana devo chiamare l’altro Tizio per fissare un appuntamento per il mese prossimo”
Click.
Ah-ha. 
In soli 30 secondi mi ritrovo impegnata per tutta l'ora successiva tra la ricerca del fantomatico albergo senza nome, la prenotazione, la disdetta, le conferme, le telefonate, etc…
Ma questo è il mio capo, ormai mi sono abituata (leggi: rassegnata) al suo modo di dire 20 cose contemporaneamente.
Ho suddiviso il mio cervello in comparti stagni.
In ogni comparto inserisco un’informazione senza che si mischi con le altre e poi procedo sistematicamente.
Prima una, poi un’altra e così via.
I comparti stagni sono il segreto, l’unico modo per sopravvivere e arrivare – più o meno - indenni a fine giornata.
La collega prima di me usava il metodo dei post-it. Era letteralmente sommersa dai post-it, la sua scrivania ne era totalmente ricoperta. Non so come facesse a lavorare così.
Io non ne ho neanche uno, anzi sì, a dir la verità ho un post-it attaccato al monitor che mi ricorda di cercare, per il mio capo, una rivista che non si trova (sai che novità…).
Tutto il resto è memorizzato nei comparti stagni.
Speriamo non si ammuffiscano altrimenti sì che sono guai.

17 giugno 2008

... E nel frattempo...

In questi giorni il mio capo è all’estero.
Credevo che ne avrei approfittato per smanettare un po’ su ebay
(a proposito – apro e chiudo parentesi - ieri è arrivato il mio ultimo acquisto: Bulgari Blu Notte).
E invece no.
Ieri mattina mi chiama.
E’ il classico squillo che non promette niente di buono. Come al solito insomma.
Non appena sollevo la cornetta mi ritrovo a reprimere il forte impulso di ributtarla giù.
Mentre il mio capo parla sento le mie narici che si allargano e le pupille che si dilatano.
“Senta –
mi dice come se stesse chiedendo la cosa più normale di questo mondo - ho perso una camicia bianca praticamente nuova, devo averla lasciata in uno degli alberghi in cui sono stato in quella settimana di qualche mese fa quando ho girato mezza Italia. Può ritrovarla e farsela spedire?”
Piccola parentesi: lui è sempre in giro per l’Italia, non avete idea della quantità di alberghi con cui sono in contatto.
“Glom!!!… ehmmm.… certo… sì… ma..…”  balbetto sconvolta pensando che non sono pronta per avere un "figlio" così.
“E nel frattempo mi passi Tizio, e poi fissi un appuntamento per quando sono libero con… quello, come si chiama… quel direttore…”
“Caio?”
chiedo io, rassegnata di fronte alla sua pessima memoria per i nomi
“Sì, ecco, quello. E nel frattempo dovrebbe cambiare l’orario del mio volo e prenotarmi un albergo per domani sera.”
Click.
Ottimo.
Qualcuno dovrebbe spiegargli che se "nel frattempo" faccio altre 44 cose mi resta un pò difficoltoso raggiungere l'obiettivo principale: ritrovare la sua camicia bianca quasi nuova dispersa in chissà quale albergo in giro per la nazione.
Per fortuna che sarebbe dovuta essere una mattinata tranquilla.

12 giugno 2008

... Chi ben comincia...

 

La mattina presto i rumori nelle case sono sempre, pressappoco, gli stessi.
Così capita che mentre sono in bagno verso le 7.40 io senta il rumore dello sciacquio proveniente dal bagno di quelli di sopra. Sento il bambino che piange perché vorrebbe stare tutto il giorno con le manine nell’acqua e sento la mamma che strilla perché non può passare la mattinata dietro a lui.
Tutto questo – in teoria – succede mentre io, già lavata, mi sto truccando.
Tutto questo succede quasi ogni mattina.
Stamattina no.

Stamattina, ancora in dormiveglia, appena uscita da un’interessantissima fase R.E.M., ho sentito uno sciacquio, il bambino che piangeva e la mamma che strillava… sempre in dormiveglia ho aperto un occhio cercando di mettere a fuoco i grandi numeri rossi proiettati sul soffitto.
Leggo prima i minuti: 48.
“Mhh… sono le 6.48… - penso - ho ancora 12 minuti di sonno… quasi quasi mi rimetto a dormire…” .
Poi metto a fuoco l’ora: le 7.
Le 7? Le 7!!??? Sono le 7.48!!! La sveglia non ha suonato!!!!
Merda! Merda, merda, merda!!!

Oggi c’è anche Consiglio d’Amministrazione! Ho una marea di cose da preparare non posso fare tardi!!!
Mentre penso a tutto questo – la parola “merda” resta una costante nei miei pensieri - realizzo chi sono, dove sono e, soprattutto, perché non sono ancora pronta per uscire, mi fiondo giù dal letto e comincio a correre per casa.
Preparo la colazione e il pranzo da portare in ufficio. Nel frattempo tiro fuori i vestiti dall’armadio e inizio a lavarmi.
Una saetta.
Riesco perfino ad arieggiare casa prima di uscire e a fare benzina lungo il tragitto casa-ufficio.
Alle 08.57 timbro.
La cosa mi fa pensare… se sono riuscita ad uscire di casa in 35 minuti netti… perché in genere ce ne impiego 80? Cosa faccio per il resto del tempo?
Insomma, pensandoci bene e facendo due conti potrei dormire ogni giorno 30 minuti in più…
Assorta in questi pensieri - e con ancora il segno del cuscino sulla faccia - mi ritrovo catapultata all’inferno.
In ufficio trovo il delirio.
Scopro che il Consiglio è anticipato di mezz’ora, che devo ancora stampare un sacco di roba che è stata modificata, che il mio capo ancora non c’è e che la posta che aspettavamo urgente non è ancora arrivata.
Fantastico. Proprio fantastico, davvero.
E’ stata una mattinata di imprecazioni tra i denti e di corse per corridoi e scale.
Mi sono fermata ora.
Sono ancora sudata e paonazza.
La collega che mi sta seduta di fronte mi guarda placida e rilassata e mi chiede
“che dici… su questo fax è meglio mettere alla c.a. o alla cortese attenzione scritto per esteso?”
Eh già… … dovrei imparare a prendere la vita così anch’io…

9 giugno 2008

Segretarie sull'orlo di una crisi di nervi



Ho passato la giornata di mercoledì a pianificare una megatrasferta per il mio capo.
Ho prenotato voli, alberghi, ho contattato gli autisti, ho pianificato ogni orario e spostamento, sia del capo che di sua moglie.
Un lavoro certosino e molto, davvero molto, impegnativo (che se poi rimane a piedi da qualche parte o senza alloggio per la notte voglio vedere dove finisco io a lavorare…)
Comunque fatto tutto.
Fax, telefonate, e-mail, programmi… una roba che se me l’avessero descritta mi sarebbero caduti tutti i capelli.
Venerdì mattina mi chiama (lui mi chiama quelle 50/60 volte al giorno… se non lo sento per 30 minuti di fila in genere inizio a preoccuparmi) e in 1 minuto – 1! – smonta e rimonta tutto il programma.
Tutto da cambiare!!! Non ci posso credere!!! L’avrei ucciso seduta stante!
E allora rimettiti al telefono a prenotare voli, treni, disdettare alberghi e richiamare gli autisti…
Questo sommato a tutto il resto del lavoro che stavo già facendo.
Mi sono fermata un attimo, ho ricacciato indietro lacrime d’isteria e disperazione ed ho continuato a lavorare.
Ed ho scoperto che sono velocissima, un treno.
Ho deciso anche che a gennaio chiedo un aumento, perché me lo merito proprio, ecco.
Il meritato riposo del week end è stato solo un sogno.
Non solo non mi sono riposata per niente ma ho sgobbato il doppio.
Angel ha voluto invitare a pranzo la sua famiglia… era da parecchio che lo diceva e sabato mattina ho capito che avrebbe continuato all’infinito e che non sarebbe servito a niente rimandare l’inevitabile.
Quindi ho dato un “ok” a mezza bocca e ho passato il sabato a pulire casa, fare la spesa, avvantaggiarmi il pranzo del giorno dopo e ancora pulire…
Ieri eravamo in nove: otto adulti e la nana.
Mi ha ammazzato.
Restare seduta a tavola è stata un’utopia, ho passato il pranzo a servire in tavola e correre dietro alla bambina che, estasiata davanti al mio portacollane strapieno di perline colorate, ha pensato bene di aggrapparcisi tirando giù tutto. La faccetta colpevole che aveva quando sono arrivata mi ha impedito di strillare di fronte alla vista di quello scempio e di una collana rotta.
Il giro all’Ikea con la nana che strillava per comprare qualsiasi cosa, mi ha dato il colpo di grazia: arrivata a sera ero talmente stremata che anche stesa sul letto mi faceva male tutto.
Dovrà passare molto, molto - ma mooooolto - tempo prima che io decida di ripetere l’esperienza… che so, magari la prossima primavera…

13 maggio 2008

Salvatemi o sparatemi

Salvatemi.
Per pietà salvatemi dallo smaronamento gratuito a cui sono quotidianamente sottoposta.
La collega dei caffè ha la circolazione sanguigna di un serpente: ha sempre freddo. E così te la vedi girare con la giacca anche quando fuori ci sono 24°.
Oggi – oggettivamente – la temperatura è scesa, non fa affatto caldo ed io, avendo visto le previsioni, mi sono messa una camicia e dei sabot ai piedi (a proposito, avete provato a cercare dei sabot ultimamente? Non ce n’è neanche mezzo nei negozi… e adesso come faccio con le scarpe da mezza stagione?)
Secondo lei non va bene.
Ha appena passato gli ultimi 10 minuti a dirmi che sono vestita troppo leggera e che ho i piedi scoperti e che prendo freddo in motorino e che non fa così caldo e che poi mi ammalo e che non è detto che se è maggio devo andare in giro tutta scopertaDue palle! Neanche li avessi fatti mettere a lei ‘sti cazzo di sabot!
Ma un pacchettino di cazzi suoi mai?
E in tutto questo la collega logorroica dice sempre di sì, a tutti e a tutto tranne che a me.
Sembra quel cagnolino di plastica che si attacca sul cruscotto della macchina e muove la testa a ritmo, avete presente?
Nun gliela posso fa…
Salvatemi o sparatemi, che è meglio.

7 maggio 2008

E se facessi un colleghicidio?

Oggi la sopprimo.
Mi sta facendo scattare il “pacciani”.

Mi urta quando, pur vedendomi sommersa di lavoro, mi parla di quello che DOBBIAMO fare.
Piccola premessa.
Fino al suo arrivo ero io quella che organizzava riunioni, videoconferenze e catering – oltre a tutto il resto.
Un paio di mesi fa, dopo aver organizzato l’ennesimo catering, mi sono sentita dire
“senti, facciamo che i catering per le riunioni che organizza il mio capo li organizzo io, ok?”
Ok.
(Vaffanculo e fai come ti pare).
Poco fa mentre lavoravo cercando disperatamente di non sopprimere sotto chili di carte la sento che mi guarda.
Evito di guardarla sperando di scoraggiare QUALSIASI cosa mi voglia dire.
Invece lei non si scoraggia.
“Seeenti… Ascoooolta… - la odio quando mi dice ASCOLTA, mi fa proprio incazzare – DOBBIAMO richiedere il preventivo per il catering assolutamente entro oggi…”
Scusa?
Dobbiamo???
Dobbiamo chi?
Guarda bella che questo catering è per la riunione del TUO capo e TU hai detto che ci avresti pensato tu!
E poi non lo vedi che sto per soccombere?
Perché mi devi rendere partecipe di tutto?
Chiama e basta e non rompermi i coglioni!
Ma ovviamente non dico nulla di tutto questo.
Mi limito a guardarla e a fulminare con lo sguardo il giornale che sta leggendo placidamente seduta alla sua scrivania.
Già perché lei, lavorando solo quando il suo capo è a Roma, si fa i beati cazzi suoi per la maggior parte del tempo. Un po’ la stessa cosa che facevo anch’io con il capo precedente che era di Milano e che veniva a Roma un paio di giorni alla settimana.
Ora la situazione è che io corro a destra e sinistra ogni giorno, rispondo isterica al telefono, scrivo, stampo, mando mail OGNI GIORNO.
E quell’unico giorno alla settimana in cui arriva il suo capo – portando ulteriore lavoro anche a me e facendomi rasentare la follia – mi tocca pure sentirle dire “ahhh, che bello quando c’è movimento, è molto meglio così, non credi?!”



Ma vaffanculo va!!!






p.p.p.s. Ma non pensate che io la odi. Anzi, in fondo le voglio anche bene eh...

23 aprile 2008

Come si spegne????!!!????

 

Stamattina la collega logorroica deve aver ingoiato una radio, non fa altro che parlare, parlare, parlare…
Mi ha fatto due palle che la metà basta.
Non riesco a concentrarmi, perdo il filo di quello che sto facendo, vorrei solo un po’ di silenzio e lei continua a parlare e chiedermi cose che potrebbe fare benissimo da sola e in silenzio.
Oggi sta rischiando, davvero.
Immersa in una nube di fumo di sigaro puzzolente continuo a lavorare come un treno caricata a molla dalla gratifica che il capo mi ha dato lunedì – almeno quello…
Tengo duro pensando al week end e sperando di non passarlo a litigare.
Mi piacerebbe finalmente andare a Villa d’Este, quella gitarella programmata un anno fa e poi saltata per la tempestività di mio cognato.
Venerdì vorrei riuscirci, chissà che il rumore delle fontane e la vista dei giochi d’acqua non riescano a distendermi un po’ i nervi…

2 aprile 2008

Ci manca solo questo ormai

Basta una frase in questi giorni per rendere l’idea della mia condizione.
Una frase, solo una.
Sapientemente cantata da “Elio e le Storie Tese” nel lontano 1992 (quando ero giovane)…
E quindi, caro capo, te lo dico con il cuore in mano visto che l’andazzo mi sembra proprio questo:


Mi vuoi mettere una scopa in culo cosi' ti ramazzo la stanza?

(dal brano “Servi della Gleba” Album: Italian, Rum Casusu Cikty)

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maggio