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Segretarie sull'orlo di una crisi di nervi



Ho passato la giornata di mercoledì a pianificare una megatrasferta per il mio capo.
Ho prenotato voli, alberghi, ho contattato gli autisti, ho pianificato ogni orario e spostamento, sia del capo che di sua moglie.
Un lavoro certosino e molto, davvero molto, impegnativo (che se poi rimane a piedi da qualche parte o senza alloggio per la notte voglio vedere dove finisco io a lavorare…)
Comunque fatto tutto.
Fax, telefonate, e-mail, programmi… una roba che se me l’avessero descritta mi sarebbero caduti tutti i capelli.
Venerdì mattina mi chiama (lui mi chiama quelle 50/60 volte al giorno… se non lo sento per 30 minuti di fila in genere inizio a preoccuparmi) e in 1 minuto – 1! – smonta e rimonta tutto il programma.
Tutto da cambiare!!! Non ci posso credere!!! L’avrei ucciso seduta stante!
E allora rimettiti al telefono a prenotare voli, treni, disdettare alberghi e richiamare gli autisti…
Questo sommato a tutto il resto del lavoro che stavo già facendo.
Mi sono fermata un attimo, ho ricacciato indietro lacrime d’isteria e disperazione ed ho continuato a lavorare.
Ed ho scoperto che sono velocissima, un treno.
Ho deciso anche che a gennaio chiedo un aumento, perché me lo merito proprio, ecco.
Il meritato riposo del week end è stato solo un sogno.
Non solo non mi sono riposata per niente ma ho sgobbato il doppio.
Angel ha voluto invitare a pranzo la sua famiglia… era da parecchio che lo diceva e sabato mattina ho capito che avrebbe continuato all’infinito e che non sarebbe servito a niente rimandare l’inevitabile.
Quindi ho dato un “ok” a mezza bocca e ho passato il sabato a pulire casa, fare la spesa, avvantaggiarmi il pranzo del giorno dopo e ancora pulire…
Ieri eravamo in nove: otto adulti e la nana.
Mi ha ammazzato.
Restare seduta a tavola è stata un’utopia, ho passato il pranzo a servire in tavola e correre dietro alla bambina che, estasiata davanti al mio portacollane strapieno di perline colorate, ha pensato bene di aggrapparcisi tirando giù tutto. La faccetta colpevole che aveva quando sono arrivata mi ha impedito di strillare di fronte alla vista di quello scempio e di una collana rotta.
Il giro all’Ikea con la nana che strillava per comprare qualsiasi cosa, mi ha dato il colpo di grazia: arrivata a sera ero talmente stremata che anche stesa sul letto mi faceva male tutto.
Dovrà passare molto, molto - ma mooooolto - tempo prima che io decida di ripetere l’esperienza… che so, magari la prossima primavera…

Pubblicato il 9/6/2008 alle 15.8 nella rubrica Dovevo fare la shampista.

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