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... Chi ben comincia...

 

La mattina presto i rumori nelle case sono sempre, pressappoco, gli stessi.
Così capita che mentre sono in bagno verso le 7.40 io senta il rumore dello sciacquio proveniente dal bagno di quelli di sopra. Sento il bambino che piange perché vorrebbe stare tutto il giorno con le manine nell’acqua e sento la mamma che strilla perché non può passare la mattinata dietro a lui.
Tutto questo – in teoria – succede mentre io, già lavata, mi sto truccando.
Tutto questo succede quasi ogni mattina.
Stamattina no.

Stamattina, ancora in dormiveglia, appena uscita da un’interessantissima fase R.E.M., ho sentito uno sciacquio, il bambino che piangeva e la mamma che strillava… sempre in dormiveglia ho aperto un occhio cercando di mettere a fuoco i grandi numeri rossi proiettati sul soffitto.
Leggo prima i minuti: 48.
“Mhh… sono le 6.48… - penso - ho ancora 12 minuti di sonno… quasi quasi mi rimetto a dormire…” .
Poi metto a fuoco l’ora: le 7.
Le 7? Le 7!!??? Sono le 7.48!!! La sveglia non ha suonato!!!!
Merda! Merda, merda, merda!!!

Oggi c’è anche Consiglio d’Amministrazione! Ho una marea di cose da preparare non posso fare tardi!!!
Mentre penso a tutto questo – la parola “merda” resta una costante nei miei pensieri - realizzo chi sono, dove sono e, soprattutto, perché non sono ancora pronta per uscire, mi fiondo giù dal letto e comincio a correre per casa.
Preparo la colazione e il pranzo da portare in ufficio. Nel frattempo tiro fuori i vestiti dall’armadio e inizio a lavarmi.
Una saetta.
Riesco perfino ad arieggiare casa prima di uscire e a fare benzina lungo il tragitto casa-ufficio.
Alle 08.57 timbro.
La cosa mi fa pensare… se sono riuscita ad uscire di casa in 35 minuti netti… perché in genere ce ne impiego 80? Cosa faccio per il resto del tempo?
Insomma, pensandoci bene e facendo due conti potrei dormire ogni giorno 30 minuti in più…
Assorta in questi pensieri - e con ancora il segno del cuscino sulla faccia - mi ritrovo catapultata all’inferno.
In ufficio trovo il delirio.
Scopro che il Consiglio è anticipato di mezz’ora, che devo ancora stampare un sacco di roba che è stata modificata, che il mio capo ancora non c’è e che la posta che aspettavamo urgente non è ancora arrivata.
Fantastico. Proprio fantastico, davvero.
E’ stata una mattinata di imprecazioni tra i denti e di corse per corridoi e scale.
Mi sono fermata ora.
Sono ancora sudata e paonazza.
La collega che mi sta seduta di fronte mi guarda placida e rilassata e mi chiede
“che dici… su questo fax è meglio mettere alla c.a. o alla cortese attenzione scritto per esteso?”
Eh già… … dovrei imparare a prendere la vita così anch’io…

Pubblicato il 12/6/2008 alle 12.36 nella rubrica Dovevo fare la shampista.

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