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Devo rifornirmi di un buon antimuffa

 

Ieri mattina mi chiama il mio capo.
“Senta, mi dovrebbe cambiare l’albergo che mi ha prenotato per stasera, vorrei andare in quello con il bagno turco, non mi ricordo come si chiama, veda lei. Me lo prenoti. E prima di disdire l’altro si accerti che non ci sia da pagare una penale altrimenti nulla! E nel frattempo mi passi Tizio e subito dopo Caio e mi ricordi che la prossima settimana devo chiamare l’altro Tizio per fissare un appuntamento per il mese prossimo”
Click.
Ah-ha. 
In soli 30 secondi mi ritrovo impegnata per tutta l'ora successiva tra la ricerca del fantomatico albergo senza nome, la prenotazione, la disdetta, le conferme, le telefonate, etc…
Ma questo è il mio capo, ormai mi sono abituata (leggi: rassegnata) al suo modo di dire 20 cose contemporaneamente.
Ho suddiviso il mio cervello in comparti stagni.
In ogni comparto inserisco un’informazione senza che si mischi con le altre e poi procedo sistematicamente.
Prima una, poi un’altra e così via.
I comparti stagni sono il segreto, l’unico modo per sopravvivere e arrivare – più o meno - indenni a fine giornata.
La collega prima di me usava il metodo dei post-it. Era letteralmente sommersa dai post-it, la sua scrivania ne era totalmente ricoperta. Non so come facesse a lavorare così.
Io non ne ho neanche uno, anzi sì, a dir la verità ho un post-it attaccato al monitor che mi ricorda di cercare, per il mio capo, una rivista che non si trova (sai che novità…).
Tutto il resto è memorizzato nei comparti stagni.
Speriamo non si ammuffiscano altrimenti sì che sono guai.

Pubblicato il 25/6/2008 alle 13.2 nella rubrica Dovevo fare la shampista.

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