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In Attesa...

Non so dire come mi sento.
Non so fermare le emozioni per analizzarle.
So che mi vogliono operare perchè l'esame citologico non è piaciuto.
So che ho un nodulo con irregolarità nucleari che va tolto e analizzato.
So che nella migliore delle ipotesi sarà qualcosa di benigno e “in situ”… altrimenti son cazzi.
Non so cosa è scritto per me.
Non so cosa succederà. Non so come reagirò.
So però che, per una che pianifica tutto come sono io, questo non era previsto nel mio mondo perfetto.
E questa cosa mi destabilizza. Perchè questa cosa non posso controllarla.
Quando la mattina esco di casa metto una maschera di sorrisi, chiacchiere e battute. A volte me ne dimentico perfino io assorbita da tanta falsità. Quando la sera torno a casa la maschera cade… a volte crollo, altre resto in un imperturbabile stato di attesa catatonica.
Non era previsto, non era contemplato.
Angel è l’unico che vede le due facce, non deve essere piacevole.
Quando mi chiedono come sto mi scappa un sorriso e invece di dire “Oh, potrei avere un tumore…” mi esce un più politicamente corretto “Tutto bene, e tu?” e mi stupisco del modo in cui la mia voce non tradisca emozioni. E’ affascinante.
Qualcuno mi dice di parlare, di non negare, di sfogarmi. Io invece mi chiudo in me stessa e raccolgo pensieri ed emozioni come se fossero una cosa solo mia, profondamente intima che nessuno deve condividere. Perché in realtà sono sola ad affrontare questa cosa. Perchè per quanto mi si dica “conta su di me, qualsiasi cosa ti serva io ci sono”, io sono sola. Nessuno può fare nulla.
Quindi aspetto, cosciente ormai che la vita perfetta come l’avevo sempre immaginata e costruita può crollare da un momento all’altro.

Pubblicato il 31/3/2010 alle 14.16 nella rubrica Diario.

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