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Di riposi forzati e vestiti premaman...

 


Ho passato la scorsa settimana a casa dal lavoro, a riposo, spostandomi dal letto al divano e poi di nuovo dal divano al letto.
Diciamo che le ultime settimane di luglio al lavoro sono state un po’ troppo “intense” ed io, come una stupida, ho voluto star dietro a tutto come se non fossi incinta.
Il risultato è stato qualche perditina (minuscola grazie a Dio), un utero contratto e una cazziata da parte della ginecologa che mi ha trattato come se avessi problemi con il cibo e che per questo non ha messo su ancora un etto.
Così, d’intesa con un marito apprensivo e deciso, sono stata messa a riposo.
Più dal marito che dalla dottoressa, in realtà…
Devo dire che non è stato spiacevole alzarsi con calma la mattina, passare le giornate tra libri e televisione, mangiare in tranquillità a tavola e non davanti ad un computer con il telefono che squilla, fare la siesta dopo pranzo e organizzare i pasti con cura e senza fretta.
Sono rientrata al lavoro lunedì, con mezzo chilo in più (una conquista!), una pancia pronunciata e niente da mettere. Pare che le case d’abbigliamento non prevedano proprio che una donna incinta possa aver bisogno di pantaloni per l’ufficio e che, a parte la pancia, possa restare magra.
In giro ho trovato solo jeans, pantajazz, vestiti gitani, kombat o pantaloni pinocchietto (che non rappresentano esattamente l’abbigliamento ideale per una segretaria perfetta!)… il tutto ovviamente in taglia XL.
A parte questo, aspetto con ansia venerdì, ultimo giorno di lavoro prima delle ferie e poi il 12 agosto, giorno dell’amniocentesi. Non vedo l’ora di togliermi il pensiero e, possibilmente, godermi in tutta tranquillità questa gravidanza.

Pubblicato il 4/8/2010 alle 16.50 nella rubrica Diario.

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